La crisi, grave e profonda, del sistema politico italiano.

di Dario Ortolano

Lo scontro acuto e prolungato, che ha caratterizzato la scadenza della elezione del Presidente della Repubblica, e che si è protratto per l’ intera settimana che volge al termine oggi, culminato ieri con la rielezione di Sergio Mattarella, è l’indice della crisi grave e profonda del sistema politico italiano, incapace di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica, e costretto, per uscire dalla impasse, in cui si è venuto a trovare, a fare appello alla disponibilità del Presidente uscente, per la riedizione di un nuovo mandato.

Sotto la maschera della difesa del cosiddetto Governo di ” unità nazionale ” di Mario Draghi, in realtà governo di unità padronale, espressione delle politiche filopadronali ed antipopolari della UE, abbiamo assistito, per giorni e giorni, ad un vero ” test ” sullo stato di salute del sistema polittico del nostro Paese, impietosamente sancito dalla incapacità ad eleggere una nuova figura al vertice dello Stato, espressione di una reale unità e sovranità nazionale e popolare.

Per giorni e giorni, abbiamo assistito ad un acuto scontro politico, fra centrodestra e centrosinistra, che ha visto il primo presentare una variegata gamma di candidature, falsamente unitarie e super partes, allo scopo di segnare il suo presunto diritto ad accedere alla massima carica dello Stato, ed il secondo apparire come disunito ed inesistente nella propria capacità di presentare proprie candidature autorevoli, fino al tentativo di ” spallata “, miseramente fallito, del centrodestra, con la proposta della Presidente del Senato, Casellati, ed il definitivo spappolarsi degli schieramenti, con la ventilata candidatura del Ministro Belloni, che ha aperto la porta alla definitiva riproposizione del secondo settennato per il Presidente Mattarella. Per essere chiari, non vi sarebbe, in se, nulla di particolarmente scandaloso, nella riproposizione della stessa personalità, al vertice dello Stato, se essa si proponesse come il motore di una reale ” svolta ” nelle politiche economiche e sociali di governo di un Paese, attanagliato dagli effetti della più acuta e grave crisi socioeconomica e sanitaria, dal dopoguerra ad oggi, ma, la realtà dice, invece, che il segno della rielezione di Mattarella a Presidente della Repubblica, è precisamente opposto, cioè quello della continuità con le politiche reazionarie ed antipopolari del Governo Draghi, drammaticamente rappresentate, in queste ore, dalle cariche della polizia contro gli studenti, scesi in piazza per difendere il diritto al lavoro, allo studio ed alla sicurezza di entrambi, dopo le morti sempre più frequenti di lavoratori e giovani studenti, nell’infernale meccanismo del rapporto scuola/lavoro.

Ma non solo di questo si tratta. Nel corso dell’acuto scontro politico e sociale di questi giorni, di fronte alla conclamata paralisi del sistema politico nazionale, si è tornato, da più parti, a riproporre il semi-presidenzialismo ed il presidenzialismo, come forme di governo dello Stato borghese, in grado di garantire una maggiore efficienza istituzionale e ” governabilità “, mentre esse rappresentano, come insegna l’ esperienza, una ulteriore torsione centralistica ed autoritaria, del modo di funzionare dello Stato stesso.

Duplice, quindi, è il pericolo che incombe sul nostro Paese ed il suo popolo, dopo la recente rielezione del Presidente della Repubblica, e cioè che, in sintonia con le reiterate politiche economiche e sociali reazionarie ed antipopolari del Governo Draghi, si accentuino le tendenze ad attaccare la democrazia, nelle sue forme parlamentari e nell’espressione del diritto alle manifestazioni della volontà popolare. Ecco che, quindi, la appena avvenuta elezione del Presidente della Repubblica, ci parla, anche, delle caratteristiche della necessaria opposizione popolare che occorre saper sviluppare, da parte dei comunisti e della sinistra di classe, per costruire gli elementi costitutivi di una reale alternativa di classe e democratica, che veda protagonisti la classe operaia, i lavoratori e le lavoratrici, nonché tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall’imperialismo, proprio mentre tornano ad accendersi, in Europa, ai confini con la Russia, nuovi bagliori di guerra.

È una situazione densa di pericoli, ma anche di opportunità, quella che si apre dinnanzi a noi, in questi giorni, in cui bisognerà saper dimostrare che, l’Italia ed il suo popolo, non sono rappresentate dal misero e triste balletto istituzionale a cui abbiamo recentemente assistito.

C’è un’ Italia ed un popolo che non ne possono più della situazione economica, sociale ed istituzionale, in cui sono costretti a vivere. C’è un’ Italia ed un popolo, che vogliono un vero cambiamento politico, economico, sociale ed istituzionale.Per la pace, la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati.Per il lavoro, l’uguaglianza e la giustizia sociale Per la democrazia, contro qualsivoglia svolta autoritaria, nello Stato e nella società. Contro il capitalismo e l’imperialismo, per il socialismo !!!

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