La giornata del 10 febbraio

di Dario Ortolano

Proponiamo a tutte le forze democratiche e antifasciste di ritrovarsi davanti al Consiglio Regionale di Palazzo Lascaris, per un momento di riflessione e di protesta, mercoledì 9 febbraio 2022 alle 15. Sinistra in Comune (Partito della Rifondazione Comunista, DeMa, Sinistra Anticapitalista, Torino Eco Solidale) Partito Comunista Italiano, Fronte Popolare

La giornata del 10 febbraio, è la ricorrenza della firma del Trattato di pace, nel 1947, a Parigi, che sancì la sconfitta del fascismo, nella II Guerra Mondiale, da esso stesso scatenata, provocando 50 milioni di morti, di cui 30 milioni sovietici, e 6 milioni di ebrei.
Ma in Italia, tale giorno, è stato scelto per legge, nel 2004, come Giorno del Ricordo, dei ” drammatici eventi ” che, tra il 1943 ed il 1945, segnarono la storia del ” confine orientale ” del nostro Paese.
Furono i fascisti a proporre tale data, e per capirne il significato, bisogna fare riferimento al dibattito in Parlamento, in cui il senatore Servello, già dirigente del Msi, illustrò le ragioni di quella scelta, ricordando che il Trattato di Parigi ” impose all’Italia la mutilazione delle terre adriatiche, per cinica e criminosa volontà dei vincitori “, trasformando una data di sconfitta del fascismo, in una occasione di rivendicazione territoriale sciovinista e nazionalista.
Ma, nello spazio pubblico delle commemorazioni, il 10 febbraio è diventata la giornata delle ” foibe “, quasi che gli stermini perpetrati dal nazifascismo, ricordati ogni anno il 27 gennaio, possano trovare un immediato contrappunto, anche nel calendario, nel ricordo di altre ” vittime “.
La parola ” foiba ” trae le sue origini dal termine latino ” fovea ” che significa ” fossa “, nella fattispecie cavità naturali in cui i contadini erano soliti gettare, carcasse di animali, attrezzi rotti, macerie e spazzatura.
In realtà l’utilizzo delle ” foibe “, va riferito a due distinti momenti storici e cronologici.
Il primo, è quello immediatamente successivo all’ 8 settembre 1943, quando, dopo il tracollo dell’esercito fascista, l’Istria insorse contro gli occupanti fascisti ed i ” collaborazionisti “, provocando alcune centinaia di morti, di cui, una parte, fu buttata nelle foibe.
Il secondo momento, è quello del maggio 1945, dopo l’ingresso della Armata di Liberazione nazionale Jugoslava a Trieste e Gorizia, che portò con sé una inevitabile scia di vendette e di condanne, tipiche della violenta conclusione di una guerra civile e nazionale, iniziata con gli orrori del fascismo, nelle vicende di Trieste, della Venezia Giulia, della oppressione fascista delle minoranze slovene, con l’invasione della Jugoslavia, i crimini di guerra italiani, commessi in quel Paese, dal 1941 al 1943, che portarono ad oltre 230 mila, il numero dei civili montenegrini, croati e sloveni massacrati, fucilati o bruciati vivi nelle loro case, durante i rastrellamenti, e diverse migliaia di uomini, donne e bambini, deportati e rinchiusi in decine di campi di concentramento, i cosiddetti ” Campi del Duce “, disseminati nelle isole Dalmate, in Friuli e nel resto d’Italia.
Ecco, con la Vittoria della guerra nazionale di liberazione dei popoli e degli Stati, contro il nazifascismo, che ebbe una dimensione internazionale, come la guerra di aggressione e di sterminio da esso scatenata e culminata con la occupazione di Berlino, da parte dell’ Armata Rossa degli operai e dei contadini, la giornata della sigla del Trattato di pace, a Parigi, che sancì politicamente e diplomaticamente, il 10 febbraio 1947, la sconfitta del nazifascismo, avvenuta due anni prima, sui campi di battaglia, tale data, così merita di essere ricordata, da tutti i democratici ed antifascisti del mondo, e non con un rigurgito nazionalista, sciovinista e neofascista, da parte di chi, avendo scatenato la più feroce guerra di aggressione e di sterminio contro i popoli del mondo intero, porta in modo esclusivo e totale, la responsabilità di tutti i morti e feriti, da essa provocati.
Il 10 febbraio, dovrebbe essere, quindi, per l’Italia, che fu Paese culla del fascismo e piattaforma territoriale da cui la guerra di aggressione e sterminio dei popoli partì, occasione di giusta celebrazione del suo avvenuto reinserimento nel consesso internazionale democratico, dei popoli e degli Stati del mondo intero, e non di rinfocolamento di odio e recriminazione, promossi dagli ” sconfitti “, nella Seconda Guerra Mondiale.
Ed invece, non è così, serve, al capitalismo ed all’imperialismo, oggi, un ” ricordo ” che equipari comunismo e nazifascismo, vincitori e vinti, come base di una ” ideologia ” che fa, vergognosamente, da sfondo e da ” legittimazione ” alla ” mozione ” recentemente approvata dal Parlamento europeo, in una ” revisione ” della storia che ne legittimi, permanentemente, il dominio sui popoli e sugli Stati, in un clima di ” nuova guerra fredda “, che ha già, in parecchi punti della Terra, i suoi ” nuovi punti caldi “.
Spetta alla memoria ed alla coscienza storica dei popoli e degli Stati, amanti della pace e della libertà, ristabilire la verità sulla storia umana, antica e recente, per onorare, permanentemente, la memoria di coloro che sono morti combattendo per la difesa della libertà, sovranità ed indipendenza nazionale, contro il nazifascismo e lo sterminio di massa da esso provocato con lo scatenamento della Seconda Guerra Mondiale, come necessaria condizione affinché esso non abbia a ripetersi.
Questo è l’impegno, in ogni caso, dei comunisti, nella loro lotta:
Per la libertà ed una vera democrazia popolare, come base di una società liberata da ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e da ogni forma di oppressione di classe, di genere e di razza.
Per l’uguaglianza e la giustizia sociale, per i popoli di tutto il mondo, sulla base di uguali diritti politici, economici, sociali e civili.
Per la pace, la sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati del mondo intero, nell’ambito di un rinnovato sistema di relazioni internazionali, improntate al principio del reciproco vantaggio ed interesse e sul diritto all’autodeterminazione.
Contro e fuori dalla UE e dalla NATO e da ogni altra alleanza Internazionale di tipo capitalista ed imperialista, e da ogni condizionamento del Fondo Monetario Internazionale e dei mercati finanziari internazionali.
Contro il capitalismo, l’imperialismo, per il socialismo !!! 

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