21 Gennaio 1921, Livorno, nasce il PCd’I.

il

di Dario Ortolano Segretario Federazione PCI Torino

Il 21 gennaio 1921, a Livorno, nacque il Partito Comunista d’Italia, primo partito rivoluzionario della classe operaia, nella storia del movimento operaio italiano.

Si trattò del risultato di un lungo e complesso processo storico e politico che affonda le sue radici nel secolo XIX, con la nascita del socialismo scientifico ad opera di Marx ed Engels, con la lotta di fine secolo contro il revisionismo di Bernstein, con il fallimento della II internazionale che, all’inizio della prima guerra mondiale, era approdata all’approvazione dei crediti di guerra, ed infine, con la vittoriosa Rivoluzione Socialista d’Ottobre del 1917 e la costituzione, nel 1919, della III Internazionale comunista che, al suo secondo Congresso, nel 1920, dettò i punti politici di fondo per la ricostituzione, in ciascun Paese, dell’avanguardia politica rivoluzionaria del proletariato.

Così, si arrivò, anche in Italia, all’inizio del 1921, alla situazione che veniva, con le seguenti parole, descritta da ” L’Ordine Nuovo ” del 13 gennaio 1921:

“Il Congresso di Livorno è destinato a diventare uno degli avvenimenti storici più importanti della vita italiana contemporanea. A Livorno sarà finalmente accertato se la classe operaia ha la capacità di esprimere dalle sue file un partito autonomo di classe, sarà finalmente accertato se le esperienze di quattro anni di guerra imperialista e di due anni di agonia delle forze produttive mondiali, hanno valso a rendere consapevole la classe operaia italiana della sua missione storica.”

E così avvenne, con la fondazione del Partito Comunista d’Italia, che si trovò, fin da subito, a fare i conti e contrastare la montante marea reazionaria, col dilagare della violenza fascista.

Questo fu il primo e duro cimento del neonato Partito, che, nonostante le ancora esigue forze, seppe porsi, immediatamente, alla testa della resistenza popolare contro la svolta reazionaria in corso, ispirata dalla borghesia italiana ed internazionale.

Furono anni duri e terribili, caratterizzati da decine di uccisioni di militanti del movimento operaio e popolare e da centinaia di ferimenti ed arresti, compiuti dai fascisti, nella più totale impunità e tolleranza, da parte degli apparati dello Stato.

Si giunse infine, nel 1922, all’instaurazione della più feroce dittatura della borghesia, con la eliminazione di ogni forma di libertà e margini di democrazia, fino alla eliminazione di tutti i partiti non fascisti e l’arresto dei principali dirigenti comunisti, a partire da Antonio Gramsci, l’8 novembre 1926.

Costretto alla clandestinità, il partito comunista restò, nel Paese, l’unica rete di opposizione reale, al fascismo, nonostante le condizioni proibitive di lotta e gli innumerevoli arresti.

Nel 1943, con il venir meno della dittatura mussoliniana, sull’intero Paese, in seguito alle sorti della II guerra mondiale, scatenata da nazismo e fascismo contro i popoli e gli stati del mondo intero, i comunisti si posero, nelle nuove condizioni di lotta, alla testa della Resistenza popolare ed antifascista, contro il regime fascista ricostituito nel Nord del Paese, sotto l’ombrello protettivo della occupazione militare nazista, intanto avvenuta.

Furono, ancora, lunghi mesi di lotta e di sacrifici, nell’ animare il movimento partigiano e le lotte popolari, che sarebbero sfociate, nei giorni dell’aprile 1945, nell’ l’Insurrezione nazionale che liberò il Paese dai nazi-fascisti e permise l’ avvio della nuova stagione di vita ” democratica ” dell’Italia.

Della Repubblica democratica nata dalla Resistenza antifascista, i comuni

sti furono fra i principali fondatori, tra l’altro con la partecipazione alla elaborazione della Costituzione e, per lunghi decenni, gli artefici della difesa degli interessi della classe operaia, dei lavoratori e delle vaste masse popolari, esercitando un ruolo reale di avanguardia nella difesa della democrazia, negli anni bui della ” guerra fredda ” scatenata, in tutto il mondo, dai capitalisti e dall’imperialismo USA, contro il movimento operaio e popolare, l’Unione Sovietica ed i Paesi socialisti; cosiccome, ancora una volta, erigendosi ad invalicabile baluardo di difesa della democrazia e degli interessi popolari e nazionali, quando le forze più reazionarie del capitalismo monopolistico nazionale ed internazionale, scatenarono, in Italia, la ” strategia della tensione “, investendo il Paese con una miriade di atti di violenza, di attentati e stragi, volti a contrastare l’ avanzata e le conquiste del movimento operaio e popolare e la crescita della forza del Partito Comunista Italiano, che, intanto, era diventato, con gli insegnamenti di Antonio Gramsci, e la guida politica di Togliatti, Longo e Berlinguer, il più forte e grande partito comunista dell’occidente capitalistico.

Le sconfitte del socialismo in Europa e lo scioglimento della Unione sovietica, negli anni ’89/91 del secolo scorso, videro lo scioglimento, nel nostro Paese, anche del PCI, deciso dalla maggioranza del suo gruppo dirigente.

Da molti anni, ormai, i comunisti italiani, lavorano, in diverse circostanze e con alterne fortune, alla ricostruzione, nel nostro Paese, del Partito Comunista Italiano, forti degli insegnamenti che derivano dalla tradizione e dalla storia gloriosa del movimento comunista italiano ed internazionale, consci dei propri limiti, ma anche della necessità storica ed attuale di far rinascere, dalla classe operaia e dalle lotte popolari, nelle circostanze storiche attuali e sulla base dei nostri principi e valori, quel Partito che il 21 gennaio 1921, mosse i primi passi di un lungo cammino di lotte, per la libertà, la democrazia, il socialismo, che sono i tratti incancellabili e contraddistintivi dei comunisti, nella loro lotta, più che mai attuale:

Per la libertà ed una vera democrazia popolare, come base di una società liberata da ogni forma di sfruttamento dell’uomo sull’uomo e da ogni forma di oppressione di classe, di genere e di razza.

Per l’uguaglianza e la giustizia sociale, per i popoli di tutto il mondo, sulla base di uguali diritti politici, economici, sociali e civili.

Per la pace, la sovranità ed indipendenza nazionale dei popoli e degli Stati del mondo intero, nell’ambito di un rinnovato sistema di relazioni internazionali, improntate al reciproco vantaggio ed interesse e sul principio della autodeterminazione.

Contro e fuori dalla UE e dalla NATO, e da ogni altra alleanza internazionale di tipo capitalista ed imperialista, e da ogni condizionamento del Fondo Monetario Internazionale e dei mercati finanziari internazionali.

Contro il capitalismo, l’imperialismo, per il socialismo,

VIVA IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO !!!

La Federazione del PCI di Torino porterà il proprio saluto presso Casa Gramsci in Piazza Carlo Emanuele II alle ore 10,30 il 21 gennaio 2023.

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