La Rivoluzione Socialista d’Ottobre

di Dario Ortolano

Nella notte fra il 6 ed il 7 novembre del 1917 ( 24 e 25 ottobre, del calendario giuliano, allora in uso ), gli operai ed i soldati di Pietrogrado, misero in atto l’insurrezione contro il governo provvisorio di Kerenski e diedero vita ad un governo rivoluzionario, presieduto da Lenin e sostenuto dal Congresso dei Soviet di tutta la Russia, che estese progressivamente, con il sostegno dei contadini, il suo potere su gran parte del territorio del vecchio impero zarista. La reazione armata delle forze controrivoluzionarie, e l’intervento di 15 eserciti delle potenze straniere, fra cui Usa, Inghilterra, Francia ed Italia, scatenarono una sanguinosa guerra, contro la giovane Repubblica Sovietica, che si concluse con la vittoria delle forze e del governo rivoluzionario, fra il 1921 ed il 1922. In seguito ad essa, il 30 dicembre del 1922, venne fondata l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ( URSS ), a sanzione definitiva della vittoria della Rivoluzione d’Ottobre, come prima Rivoluzione proletaria e socialista che abbattè il potere della borghesia, dando vita al primo Stato socialista, guidato dal proletariato e dai suoi alleati.

La storia dell’ URSS, è, infatti, quella di uno Stato che, dopo aver socializzato la proprietà dei principali mezzi di produzione, diede vita ad un intenso processo di sviluppo economico e sociale che la porterà a diventare, nel 1937, la seconda potenza industriale del mondo, e punto di riferimento ed esempio per le lotte proletarie di emancipazione dallo sfruttamento capitalistico, e dei popoli in lotta per la propria sovranità ed indipendenza nazionale, contro il colonialismo e l’imperialismo e per il socialismo. Tutto ciò, provocò la reazione delle potenze capitalistiche ed imperialistiche che, guidate da USA, Inghilterra, Francia, Germania ed Italia, scatenarono una nuova politica internazionale di isolamento e di aggressione contro il primo Stato Socialista, fino alla nuova invasione, a scopo di sterminio e distruzione totale, messa in atto, nel giugno 1941, dalle forze armate della Germania nazista, dell’ Italia fascista e dai loro alleati al potere nei Paesi dell’ est europeo, nell’ ambito della II Guerra Mondiale.

Tale guerra, di invasione e di sterminio, ebbe effetti tragici per i popoli dell’Unione Sovietica, che arrivarono a contare 30 milioni di morti, e più del doppio di feriti. Ciò non impedì loro di resistere coraggiosamente all’ invasione nazi-fascista, fermando le truppe nemiche dinnanzi alle loro principali città, e particolarmente con la epica battaglia di Stalingrado ( 1942/43 ), che, infliggendo al nemico la perdita di un milione di uomini, segnò il momento di inversione di rotta, nelle sorti della guerra, che da quel momento, vedrà l’Armata Rossa dell’Unione sovietica inseguire le armate nazi-fasciste per tutta l’Europa dell’ est, fino alla occupazione di Berlino, capitale del terzo Reich, che pose fine alla guerra in Europa, nei primi giorni di maggio dell’anno 1945. Riconquistata la pace, per sé e per il mondo intero, l’ Unione Sovietica si accinse a ricostruire la propria economia ed il proprio territorio, devastati dalla guerra. Nell’ Europa dell’ est, liberata dal nazismo e dal fascismo, sorgeranno nuovi stati di democrazia popolare, che si prefiggevano l’obbiettivo di costruire il socialismo, mentre, il 1 ottobre 1949, veniva proclamata la nascita della Repubblica Popolare Cinese, a sanzione della vittoria di una nuova rivoluzione proletaria.

Di fronte a questi fatti, non tardò a farsi sentire la reazione degli Stati capitalisti ed imperialisti che, guidati da USA e Gran Bretagna, proclamarono l’ avvio di quella che venne chiamata ” guerra fredda “, che, in realtà, era tale solo di nome, perché consisteva in una strategia di contenimento e contrasto contro lo sviluppo del socialismo e della lotta di liberazione nazionale dei popoli, a livello internazionale, che comprendeva l’utilizzo degli strumenti della guerra guerreggiata e dei colpi di stato militari, contro i Paesi ed i popoli che perseguivano i loro obbiettivi di emancipazione politica, economica e sociale. Così avvenne, con la Guerra di Corea ( 1950/53), contro il Vietnam ( 1965/76 ), contro Cuba, dal 1959 ad oggi, in un estenuante conflitto permanente, volto a sancire il predominio del capitalismo sul socialismo, dell’ imperialismo e del neocolonialismo sulla sovranità ed indipendenza nazionale di ciascun Paese e popolo, che portò, spesso, l’umanità alle soglie di un nuovo conflitto mondiale.

Purtroppo, dopo la vittoria nella II Guerra Mondiale, quello che poi verrà chiamato ” campo socialista “, come insieme di paesi alleati dell’ Unione Sovietica, che avevano intrapreso il cammino della costruzione di società socialiste, venne pervaso, a partire dall’ Unione Sovietica stessa, in particolare dal 1956, col XX Congresso del PCUS, dal fenomeno del revisionismo politico ed ideologico del marxismo-leninismo, che sviluppò la teoria della ” coesistenza pacifica ” con gli stati capitalisti ed imperialisti, proprio mentre questi dimostravano una rinnovata e pericolosa aggressività, e la teoria dell’ introduzione di ” riforme di mercato ” nelle economie socialiste, che indebolirono, entrambe, la forza e la capacità di impatto del campo socialista, nel suo scontro contro il capitalismo e l’imperialismo, fino a determinarne la sua crisi, che culminerà con la caduta del muro di Berlino nel 1989 e lo scioglimento dell’Unione Sovietica nel 1991. Il 17 Marzo 1991, in Unione Sovietica, si svolse un Referendum in cui si chiese al popolo di esprimere il suo giudizio sull’ opportunità di mantenere l’ URSS, pur nel necessario rinnovamento, a cui il 77,85 % dei votanti, rispose positivamente.

Nonostante ciò, essa venne sciolta il 26 dicembre 1991, in seguito ad un accordo segreto dei Presidenti di Russia, Bielorussia ed Ucraina, siglato nella località di Belovezhije. Così terminò, in contrasto totale con la volontà popolare, l’ esperienza nata dalla Rivoluzione socialista d’Ottobre del 1917, in Russia. Oggi, come comunisti, ne ricordiamo le date della durata della sua esperienza, per non dimenticare il ruolo avuto, dall’ URSS e dal socialismo costruito nel corso del novecento, nella lotta della classe operaia, dei lavoratori e di tutti gli sfruttati dal capitalismo e dall’imperialismo, per la propria emancipazione dallo sfruttamento e per la conquista della propria sovranità ed indipendenza nazionale. Lo facciamo, con consapevolezza critica, studiando gli errori e le ” debolezze “, che hanno portato alla sua crisi e dissolvimento. Lo facciamo, perché è dall’ interno di ” questo mondo “, dominato dal capitalismo e dall’imperialismo, che, ogni giorno, sorgono i potenti segnali della necessità di riprendere la lotta, proprio mentre è in corso, da alcuni mesi, una rinnovata aggressione, da parte dell’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO, utilizzando l’Ucraina come base di lancio della operazione militare, contro la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale della Federazione Russa.

Per la libertà ed una vera democrazia fondata sul potere popolare ed una nuova civiltà umana, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo ed ogni forma di discriminazione etnica, razziale e sociale.

Per la uguaglianza e la giustizia sociale ed i diritti democratici dei popoli e degli immigrati.

Per la sovranità ed indipendenza nazionale di ciascun Paese e popolo e per il reciproco vantaggio nelle relazioni politiche ed economiche con tutti i paesi del mondo.

Contro il capitalismo e l’imperialismo e per il socialismo !!!

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