La guerra, la crisi, l’alternativa dei comunisti.

il

di Dario Ortolano

L’imperialismo USA ed UE ha scatenato una guerra globale, tramite la NATO, contro la libertà, sovranità ed indipendenza nazionale della Federazione Russa e del suo sistema di alleanze internazionali, di cui sono parte costitutiva la Repubblica popolare cinese, Cuba socialista, la Repubblica socialista del Vietnam e tutti gli Stati e popoli che lottano per un Nuovo Ordine Mondiale, non più fondato sul dominio unilaterale del suddetto imperialismo internazionale, bensì sulla solidarietà e la cooperazione di tutti i popoli e Stati del mondo, per il raggiungimento dei fondamentali interessi, di benessere e di pace, per l’umanità intera.
L’arma più potente, con cui si combatte tale guerra, oltre a quelle usate sui campi di battaglia, come in Ucraina, è la disinformazione di massa fondata sulla menzogna, dispiegata a piene mani, quotidianamente, dai giornali e dalle televisioni, sottoposti allo stretto controllo degli apparati statali e dei gruppi capitalistici monopolisti, degli Stati borghesi e del sistema imperialista mondiale.
Il tema dominante della propaganda borghese è rappresentato dalla affermazione ricorrente, in base a cui, tutto ciò che succede, è colpa della Russia e dei suoi alleati internazionali, colpevoli, innanzitutto, di non volersi arrendere di fronte alla pervicace aggressività dell’imperialismo internazionale.
Quest’ultimo, negli ultimi 70 anni, dalla fine della seconda guerra mondiale in poi, ha compiuto decine e decine di azioni di destabilizzazione e colpi di Stato, contro Paesi e popoli, liberi e sovrani, colpevoli, semplicemente, di opporsi alla volontà di dominio dell’imperialismo USA, come in Honduras Nicaragua, Cile, Bolivia, Cuba, Cina, Indonesia e Vietnam, per citare solo i casi principali, peraltro accumulando una dura serie di sconfitte, ma causando dolorose sofferenze, con migliaia e migliaia, fino a raggiungere la soglia di milioni di morti e feriti, ai popoli messi nel proprio mirino.
Negli ultimi trent’anni, l’Italia è stata sempre più coinvolta, in tale morsa infernale, per la sua appartenenza alla NATO, che le ha imposto di esercitare il ruolo di sentinella e di base operativa di tutte le principali aggressioni contro popoli e Stati liberi ed indipendenti, come la Jugoslavia, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia e la Siria, ed ora, con particolare veemenza aggressiva, sempre tramite la NATO, contro la Federazione Russa, utilizzando l’Ucraina ed il suo regime nazista, come trampolino di lancio dell’attacco finale contro la sua libertà, sovranità ed indipendenza nazionale, seriamente minacciate dalla installazione di missili nucleari a lunga gittata, in grado di raggiungere Mosca in 4 minuti, nel caso di una ufficiale e definitiva integrazione di tale Paese nella NATO, con i cui apparati è già, peraltro, attualmente, strettamente collegata.
Si continua ad affermare, da parte della propaganda imperialista USA ed UE, che la Federazione Russa ha ” invaso ” L’Ucraina, sottacendo volutamente il fatto che il regime ucraino, per il mese di marzo di quest’anno, aveva organizzato un piano militare operativo, con l’utilizzo di 33 brigate meccanizzate, per l’ammontare di 150 mila uomini, per compiere una definitiva ” pulizia etnica “, contro le Repubbliche popolari del Donbass, sui confini della Federazione Russa, in cui si erano rifugiate gran parte delle popolazioni russofone dell’Ucraina, impedite, dal colpo di Stato nazista, promosso dall’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO, di parlare la propria lingua e di votare i propri partiti democratici, tutti, inesorabilmente, messi fuorilegge e perseguitati, avendo subito, dal 2014 ad oggi, la uccisione di 14.000 persone.
Che cosa avrebbero dovuto fare, le autorità politiche e militari della Federazione Russa, come di qualunque altra Repubblica democratica del mondo, venute a conoscenza del piano di sterminio che stava per essere perpetrato, sui propri confini, nei confronti di popolazioni pacifiche ??!!
Restare impassibili, inattive, permettendo il massacro ??!!
Così non è stato, così è scattata l’operazione militare russa del 24 febbraio scorso, a difesa delle popolazioni del Donbass e contro il criminale regime nazista, ucraino.
Di chi è, allora, la ” responsabilità ” della guerra in Ucraina, alla luce dei fatti così descritti, come effettivamente accaduti, e tenuti perlopiù all’oscuro della popolazione mondiale, appartenente ai Paesi della NATO ??!!
Ma l’Italia ed i lavoratori del nostro Paese, come di altri Paesi della UE, sono sottoposti, in questo periodo, anche, alla speculazione al ribasso, dei fondi d’investimento internazionali, che vendono, in borsa, titoli del debito pubblico italiano, al fine di indebolire il nostro Paese, di fronte alla crisi economica internazionale, che si va sviluppando in tutto il mondo.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale ( FMI ), l’embargo sul gas russo, porterà ad una contrazione economica, in Italia, di oltre il 5%.
Intanto, il prezzo del gas ha superato il livello dei 300 euro al megawattora, incidendo pesantemente sul caro bollette che, secondo Confcommercio, metterebbe a rischio 120 mila imprese del settore terziario e 370 mila posti di lavoro, da qui ai primi sei mesi del 2023.
Naturalmente, anche su tale tema, da parte dei gazzettieri, nostrani ed internazionali, dell’imperialismo USA ed UE, la colpa sarebbe della Russia, mentre, come recentemente affermato da Paolo Scaroni, per anni alla guida di Eni ed Enel, in una intervista a ” La Stampa “:
” La mia esperienza di relazioni commerciali con la Russia, mi insegna che, normalmente, Mosca fa quello che dice. Gazprom non ha mai parlato di interruzione totale delle forniture, al massimo, di riduzione dei flussi, come in effetti sta accadendo, a causa delle sanzioni ad essa imposta dai Paesi NATO.
Se la Russia continuerà a darci i 40 milioni di metri cubi di oggi, l’inverno passerà senza particolari restrizioni, mentre le sanzioni imposte alla Russia, non l’hanno per nulla danneggiata, e noi, anche nelle migliori condizioni, pagheremmo il metano il doppio od il triplo degli USA…”.
Ed ecco, ora, la speculazione di cui sopra, essa causa principale, non la Russia, dell’aumento dei costi produttivi, dei prezzi e delle tariffe, che vanno falcidiando, in questo periodo, sempre più pesantemente, i redditi popolari, mettendo a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro, grazie ad una politica economica della UE e del governo italiano, servilmente vincolata agli interessi degli USA e delle sue politiche imperialiste che tanto più giustificano una lotta, per una vera alternativa politica, economica e sociale, per la cui realizzazione i comunisti propongono:
1) L’uscita dell’Italia, dalla NATO, dalla UE e dall’euro, per una Europa di Stati e popoli liberi, sovrani ed indipendenti.
2) La creazione, nel Paese, di un Nuovo Polo Pubblico Produttivo, raggruppante i principali gruppi dei settori economici fondamentali, sostenuti da forti finanziamenti pubblici, del sistema bancario pubblico ricostituito, per il rilancio di un Nuovo Modello di Sviluppo, sostenibile ed ecocompatibile, fondato sull’adeguato utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili.
3) Sostegno alla piccola e media impresa, attraverso i necessari accorpamenti ed integrazioni, al fine di ottenere le adeguate economie di scala, nel quadro della Pianificazione economica nazionale.
4) Una Nuova Legislazione del Lavoro, fondata sulla garanzia di adeguati livelli di salari e stipendi, sia per legge che tramite contrattazione, sulla tutela delle condizioni di sicurezza di esercizio del lavoro e la eliminazione delle sue forme precarie, ed il ristabilimento di una giusta età pensionabile e di dignitosi livelli pensionistici.
5) Una Nuova Politica Estera del Paese, fondata sulla solidarietà e cooperazione dei popoli e degli Stati del mondo intero, al fine della creazione di nuove relazioni internazionali, nel quadro di un mondo multipolare di pace, benessere e sviluppo, per l’intera umanità.

CONTRO IL CAPITALISMO E L’IMPERIALISMO, PER IL SOCIALISMO !!!



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