Rassegna stampa di alcuni articoli sulla “crisi Ucraina”.

di Dario Ortolano

La menzogna

La guerra, come è universalmente noto, uccide la verità, trasformandola in oggetto di propaganda bellicista. Non fa eccezione, a questa realtà, quindi, lo scontro russo-ucraino in corso. Nei giorni scorsi, abbiamo confutato la menzogna di un ospedale pediatrico di Mariupol, bombardato, quando era nel pieno della sua attività, avendo dimostrato che, ormai da settimane, era stato evacuato e trasformato in una postazione militare, da parte delle forze armate ucraine. La notizia del giorno, sul quotidiano ” La Stampa “, è che, un altro ospedale, sempre nella stessa città, nel corso degli scontri, vedrebbe le truppe russe tenere ostaggi, ben 400 persone, impedendo loro di uscire, il fatto accompagnato da una gigantografia, in prima pagina, col titolo ” la carneficina “, che rappresenta, invece, il risultato del bombardamento della città di Donetsk, capitale della omonima Repubblica popolare del Dombass, attuato, nei giorni scorsi, dalle forze armate ucraine. Ovviamente, non conosciamo i dettagli della situazione, ma ci chiediamo sommessamente.

Se all’interno della città di Mariupol, attorno ad un ospedale, avvengono scontri militari, che, ovviamente, mettono in pericolo anche la vita dei civili, è più opportuno che essi vengano protetti, dentro le mura dell’edificio, da eventuali ” effetti collaterali “, oppure sbattuti fuori da esso, dove piovono pallottole da tutte le parti ??!! Non siamo esperti di guerra ” urbana “, cerchiamo di immedesimarci nella situazione e ci poniamo degli interrogativi, ai quali, certo, non vi sarà risposta.E tuttavia, non possiamo non registrare che, ogni singolo fatto che viene descritto, da questa ” cronaca di guerra “, trova, in modo unilaterale e costante, l’attribuzione della responsabilità della sua ” ferocia “, sempre ad una soltanto delle parti belligeranti, mentre, da altre fonti, si viene ad apprendere, con testimonianza visiva, che, da parte dei ” cattivi ” sopracitati, si compie una azione di distribuzione di cibo e bevande, alla popolazione, in una zona ” franca “, dai combattimenti. Non siamo così ingenui dal credere che, in questa, come in altre guerre, da parte dei gazzettieri dell’imperialismo USA ed UE, si possa parlare bene del nemico, il che, tuttavia, conferma che, la prima vittima della guerra è la verità, che viene sostituita dalla menzogna, o, perlomeno, da una interpretazione tendenziosa dei fatti descritti, al fine di trovare giustificazione alla azione della parte di cui si è interpreti e difensori, che, nel caso dei suddetti imperialismi, nei decenni scorsi, li ha visti interpretare il ruolo di aggressori di Paesi liberi e sovrani, attentando, con la guerra, appunto, ma anche con la sovversione interna, alla loro libertà, sovranità ed indipendenza nazionale, e mai contro il fascismo ed in difesa della democrazia, come da essi surrettiziamente affermato. Allora, probabilmente, in merito alla verità ed alla menzogna, è giusto affermare che esse si accompagnano, preferibilmente, alla natura della causa che si sostiene che, anche in guerra, non è mai ” neutrale “, ma figlia degli obbiettivi che si perseguono.

PER UNA UCRAINA LIBERA, INDIPENDENTE, AUTONOMA E SOVRANA, FUORI DALLA NATO E CON UN ASSETTO INTERNO DEMOCRATICO ED ANTIFASCISTA !!!

La menzogna vergognosa de La Stampa . La carneficina è stata fatta dal battaglione nazista Azov e non dalla Russia sugli abitanti del Donbass!

La pietà

15 marzo 2022

Questa sembra essere, nelle foto e nei commenti dei mezzi d’informazione di regime, al servizio dell’imperialismo USA ed UE, oltreché la menzogna e la disinformazione dilagante, la tematica caratteristica delle scene ” di guerra ” provenienti dall’Ucraina. La pietà, verso la popolazione civile, sottoposta a condizioni di vita e sopravvivenza, sempre più preoccupanti e gravi, a causa del venir meno, col perdurare ed estendersi del conflitto, delle condizioni basilari di sussistenza, quali acqua, luce, riscaldamento e cibo. La pietà, verso feriti e morti, anche civili, che, inevitabilmente, ogni conflitto porta con sé. La pietà verso chi fugge da tale scenario, lasciando le proprie terre, trasformandosi in profugo. Condividiamo le ragioni di questa pietà che, ogni guerra, genera, da cui la necessità di evitarne la esplosione, utilizzando il metodo della trattativa e del confronto politico e diplomatico, per dirimere le controversie che insorgono fra Stati. Ma le guerre esistono ed esplodono, in ogni parte del mondo, per le ragioni che, chiunque abbia occhi per vedere, può facilmente e liberamente constatare: il controllo dei mercati e delle principali fonti energetiche, la sicurezza e la garanzia di difesa della propria libertà e sovranità, di popoli e Stati, che si sentono minacciati da organizzazioni politiche e militari aggressive che minacciano i propri territori, la volontà di tali organizzazioni, di essere, sempre più prepotentemente, espressione dell’ egemonismo e del dominio mondiale, da parte dell’imperialismo, come forma del potere, politico, economico e sociale, nonché militare, nella fase attuale di sviluppo del capitalismo. Tutto ciò, caratterizza il mondo in cui viviamo, e va analizzato freddamente ed inesorabilmente, come causa dei mali e delle sofferenze che l’umanità intera, ed i singoli popoli che la costituiscono, oggi patiscono.

Senza di ciò vi è soltanto la pietà, sorda e cieca, asservita alla propaganda dei costruttori di guerra, quali sono, attualmente, l’imperialismo USA ed UE, tramite il proprio strumento di guerra permanente, la NATO. Si, così è successo, anche, nel caso del conflitto russo-ucraino, che è tale solo in apparenza, in quanto, in realtà, di contrapposizione fra NATO e Federazione Russa. Quest’ultima, dopo lo scioglimento dell’URSS e del Patto di Varsavia, nel 1991, chiese ed ebbe garantita dal blocco dei paesi occidentali, USA ed UE, la costituzione di un sistema bilanciato, di sicurezza a livello europeo, che tutelasse la pace per tutti gli Stati e popoli, senza l’estensione della NATO, nell’ est europeo. Illusione ed ingenuità??!! Con il senno di poi, si può rispondere affermativamente, a questa domanda, ma questo fu il tentativo perseguito dalle autorità politiche della Federazione Russa, al termine della cosiddetta ” guerra fredda “, che aveva caratterizzato la seconda parte del novecento. Gli avvenimenti succedutisi, negli ultimi trent’anni, non hanno confermato la attuazione di tale progetto. Negli anni 1992/93, nacque la UE, con i trattati di Maastricht e, da allora, ad ogni Paese che dimostrava un interesse ad aderirvi, veniva imposta la condizione, preventiva e pregiudiziale, della necessaria adesione alla NATO, cosicché oggi, questa, con la insistita pressione, affinché l’Ucraina vi aderisca, si verrebbe a collocare sui confini della Federazione Russa. Nel corso di prolungate, ma inutili, trattative politiche e diplomatiche, fra i Paesi aderenti alla NATO ed i rappresentanti della Federazione Russa, si è continuato a chiedere, da parte di quest’ultima, che l’Ucraina rimanesse uno Stato, libero, indipendente ed autonomo, con una propria organizzazione interna, democratica ed antifascista, e non inserito in alcuna organizzazione politico-militare, quale la NATO. La risposta dell’imperialismo USA ed UE è stata, il colpo di stato reazionario e neonazista del febbraio 2014, che ha portato alla messa fuorilegge dei comunisti e delle forze democratiche ucraine, con l’imposizione della lingua ucraina, come unica legittima nel Paese e l’inizio della persecuzione delle forze democratiche e delle popolazioni russofone. Questa è l’Ucraina, che ha portato alla nascita delle libere Repubbliche popolari del Donbass ed, in seguito al preannunciato piano di aggressione verso di esse, al fine della loro liquidazione, previsto per il mese di marzo di quest’anno, da parte delle autorità politiche e militari ucraine, all’attuale conflitto.

Da qui bisogna ripartire, se si vuole la pace. Altrimenti, come titolava un celebre editoriale dell’Unità, uscita dalla clandestinità, nell’aprile del 1945, scritto da Giorgio Amendola, ” Pietà l’è morta ” !!!

Il “pacifismo” filoatlantico.

13 marzo 2022

Una #Ucraina neutrale ed il rispetto dell’autonomia del #Donbass avrebbero evitato questa guerra. Ed è ripartendo da quei punti che si può e deve arrivare ad un cessate il fuoco e alla definizione di un nuovo equilibrio #multipolare che garantisca una coesistenza #pacifica internazionale.Quella di ieri, a Firenze, non è stata una manifestazione per la pace, ma un punto di svolta definitivo, per i partecipanti, a favore di un progetto dell’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO, che prevede, con l’ingresso dell’Ucraina in tale organizzazione, la minaccia diretta verso la Federazione Russa e la destabilizzazione degli equilibri politici e militari, in Europa e nel mondo. Tutto il resto sono chiacchiere, fondate su di una falsa coscienza, condita di fattori ” umanitari “, a giustificazione di un tale progetto, che colloca, chiaramente e definitivamente, il Pd, nel nostro Paese, nella posizione di suo principale sostenitore e vessillifero. Si tratta di un approdo che parte da lontano, con la giustificazione ed il sostegno, da parte del Governo D’Alema, dei bombardamenti NATO, del 1999, su Belgrado e tutta la Jugoslavia, che è stato confermato con l’atteggiamento verso l’invasione dell’Afghanistan da parte di USA e NATO, nel 2001, l’aggressione ed invasione dell’Iraq, da parte degli stessi soggetti, nel 2003, per giungere, nel 2011, al giudizio sull’aggressione a Siria e Libia.

Chi aveva ancora dei dubbi, sulla collocazione internazionale di tale partito, ora è servito, con il sostegno manifestato ad un regime, apertamente reazionario, sostenuto da forze neonaziste, e foriero di destabilizzazione, per conto di USA ed UE, tramite la NATO, verso tutti i Paesi, liberi e sovrani dell’area euro asiatica, a partire dalla Federazione Russa. Ad ognuno il suo campo, d’iniziativa e d’azione, chi dalla parte dell’imperialismo USA ed UE, tramite la NATO, per dominare il mondo, e chi, come i comunisti, dalla parte della pace, della libertà e sovranità ed indipendenza nazionale, di Paesi e popoli, per una Europa di Stati sovrani, dall’ Atlantico agli Urali, libera dal dominio dell’imperialismo USA ed UE, per un mondo multipolare, fondato sulla solidarietà e cooperazione internazionale, dei popoli e degli Stati, in una prospettiva condivisa dalla umanità intera.

Una economia di guerra.

12 marzo 2022

«Prepariamoci all’economia di #guerra», è il coro unanime che si alza dai governi #UE, a cominciare da quello presieduto da Mario #Draghi. Come non bastasse il costante aumento per le spese militari degli ultimi decenni, fino al picco dell’ultimo #bilancio, che ha visto per la prima volta una spesa di 26 miliardi. Oggi, dopo il vertice UE di #Versailles, il continente si prepara a raggiungere l’obiettivo fissato dalla #NATO: almeno il 2% del #PIL deve essere speso per le armi. La #Germania ha già annunciato un investimento di oltre 100 miliardi, mentre l’Italia per onorare l’accordo dovrà aumentare la spesa fino a 40 miliardi annuali. Il tutto a #svantaggio delle già disastrate finanze della sanità, dell’istruzione, dei trasporti pubblici e dello stato sociale, vittime annunciate di questa nuova ondata bellicista. Così l’Italia e l’UE, in obbedienza agli #USA, preparano una nuova stagione di lacrime e sangue – che intravediamo già nel carovita – per lavoratrici, lavoratori, cittadine e cittadini, mentre i potentati economici e finanziari otterranno ancora più profitto e sempre più potere. I sedicenti esportatori di diritti, pace e libertà, si dimostrano ancora una volta i primi portatori di guerra, miseria e distruzione.

NO ALLA GUERRA, SI AL DISARMO!

Ucraina: Le condizioni per la pace.

11 marzo 2022

L’ incontro svoltosi, ieri, ad Antalya, in Turchia, fra i Ministri degli Esteri, della Russia, Serghei Lavrov, e dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, non è approdato, purtroppo, ai risultati sperati, di almeno una tregua d’armi, che aprisse le porte alla pace. Peccato, ne siamo profondamente dispiaciuti, perché, a nostro parere, le condizioni di approdo ad un tale risultato esistono, e sono: 1) Ucraina neutrale, senza basi USA e NATO. 2) Repubbliche Popolari del Donbass, libere ed indipendenti.

3) Russia, fuori dall’Ucraina.

Che cosa può aver impedito il raggiungimento di un accordo, fra i due Paesi, sulla base di una tale piattaforma politica ??!!

Cerchiamo di capirlo, sulla base delle nostre conoscenze.

Il 1 luglio 1991, quando venne sciolto il Patto di Varsavia e, successivamente, nel dicembre dello stesso anno, l’Unione Sovietica, da parte dei dirigenti politici dei principali paesi occidentali, vennero date garanzie che la NATO, organizzazione politico-militare di cui essi facevano parte, non si sarebbe estesa nell’est europeo, a garanzia della pace, della sovranità ed indipendenza nazionale, degli Stati compresi in quella parte d’Europa. È avvenuto precisamente l’opposto. Nel corso degli ultimi trent’anni, sono stati inglobati nella NATO, quasi tutti i Paesi dell’ est europeo, quali, ad esempio, Romania, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, ed anche alcuni Paesi che avevano fatto parte dell’ URSS, quali le tre repubbliche baltiche ( Lettonia, Lituania ed Estonia).

A tutti i governi di tali Paesi, che dimostravano interesse alla adesione alla UE, nel frattempo nata, con gli accordi di Maastricht del 1992/93, veniva costantemente posta, come condizione per tale adesione, quella preventiva alla NATO. Così si è giunti alla situazione attuale, in cui, sempre più forti pressioni vengono svolte, da parte dei dirigenti dei Paesi, costitutivi di tale organizzazione, verso l’ Ucraina, perché, anch’essa, entri a farne parte. Così la Federazione Russa, verrebbe a trovarsi completamente accerchiata, con i missili a testata nucleare, a cinque minuti di tempo d’impatto, da Mosca. Per lunghi anni, l’Ucraina, difese la propria sovranità ed indipendenza nazionale, anche dopo lo scioglimento dell’URSS e del Patto di Varsavia, fino al 2014, quando il suo legittimo Presidente, Janukovyc, che si era sempre opposto all’adesione del suo Paese alla NATO, venne destituito da un colpo di Stato, organizzato dagli USA, dalla UE e dalle forze reazionarie interne, di stampo neonazista, a cui fece seguito un regime che mise fuori legge i comunisti e le principali forze democratiche del Paese, impose l’ucraino come unica lingua riconosciuta ed iniziò la persecuzione delle popolazioni russofone di nazionalità ucraina, da cui la migrazione verso i confini della Federazione Russa, di consistenti settori di popolazione e la nascita delle Repubbliche popolari del Donbass, contro le quali è stata condotta, da parte del governo ucraino, fino all’ultimo periodo, una costante guerra ” a bassa intensità “, che ha provocato, negli ultimi otto anni, circa 15.000 morti.

Per il mese di marzo di quest’anno, le autorità politiche e militari dell’Ucraina, avevano predisposto un piano d’intervento, di 22 brigate dell’esercito ucraino e delle bande terroristiche neonaziste, con cui annientare, nel sangue, le Repubbliche popolari del Donbass, che è stato preceduto, di qualche settimana, dal riconoscimento politico delle stesse, da parte del governo della Federazione Russa e dal suo intervento militare. Ecco il retroscena del ” fallimento ” delle trattative di Antalya, che, tuttavia, rende sempre più necessaria, per una vera e stabile pace in Ucraina, l’applicazione dei punti politici e programmatici, sopra indicati.

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