Pci e pugno chiuso, tornano i comunisti.

il

dal Corriere della Sera

Sostengono il candidato Angelo d’Orsi. «Conquisteremo il Comune». E cantano «bandiera rossa»

G. Ric.

«Questo è il saluto più anti Covid che ci sia». Alza il pugno chiuso Dario Ortolano, il segretario del Partito comunista italiano di Torino, verso chi arriva in via Verolengo. Tutt’intorno bandiere, spille, portachiavi rossi con falce e martello. Sul tavolo di chi interverrà il drappo con la stella e il logo della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Alle loro spalle la fotografia in bianco e nero di Dolores Ibàrruri Gomez, presidente del Pce e membro del parlamento spagnolo prima della dittatura franchista. «Per me questi trent’anni sono stati una vera sofferenza», ammette Ortolano. E per tutti i compagni che siedono ad ascoltare l’intervento del candidato sindaco Angelo d’Orsi, che rappresenta una larga coalizione di sinistra, il 1991 fu «un anno nefasto».

Quell’anno il Partito comunista italiano si scioglieva. E oggi ricomincia, proprio da Torino, con la sua lista elettorale, il suo nome e il suo simbolo: «D’altronde fu proprio qua — racconta Ortolano — che nel 1917 ci fu la rivoluzione». Perché anche se chi è lì presente tra le foto di Gramsci e quelle di Gobetti non vuole essere tacciato per «nostalgico», è difficile non ricordare la storia di un partito che è stato parte e motore della storia di tutta la nazione. In quell’anno donne e uomini proletari insorgevano contro la mancanza di pane per poi protestare contro la guerra. E oggi i «rossi» tornano con la stessa speranza: «In questi anni — continua il segretario — abbiamo pagato sulla nostra pelle la decurtazione dei salari, abbiamo visto i padroni arricchirsi. I comunisti sono mancati per troppo tempo come difensori dei lavoratori». Cinque anni sono serviti per ricostruirsi, ma ora sono pronti: «Ci presentiamo nella capitale del movimento operaio per essere l’alternativa a tutti i partiti, M5S compreso, che hanno privatizzato e smantellato lo stato sociale. Faremo l’interesse del Comune, come richiede la parola stessa».

E chi meglio per rappresentarli di uno studioso di Gramsci come il professor d’Orsi, candidato per PCI insieme a Rifondazione Comunista, DemA, Sinistra Anticapitalista, Torino solidale, Fronte Popolare, Potere al Popolo.

«La politica è l’arte di guardare lontano — sottolinea il docente — non dividiamoci più. È per questo che ho deciso di accettare: non solo perché mi sono detto “ho 70 anni, quando lo rifaccio?”. Ma soprattutto per il miracolo di avere tutte le forze del mondo di sinistra radicale insieme. Dobbiamo conquistare Palazzo Civico».

Una conquista al suono di un solo inno, che Ortolano accenna e tutti iniziano a cantare, senza preavviso, come in trance: «Avanti popolo, bandiera rossa. Alla riscossa, alla riscossa»

Dalla pagina Facebook della Federazione del PCI di Torino la Conferenza Stampa in video:

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