Ilva e Scuola: esempi della paralisi del paese

il

di Dario Ortolano Segretario Federazione PCI Torino

Se vogliamo capire a che punto è l’Italia, bisogna guardarla da dentro, nei suoi gangli vitali, fotografandone la realtà. Ilva e scuola, sono due delle leve fondamentali dello sviluppo del nostro Paese. In che condizione si trovano ??!!L’Ilva è la più grande acciaieria d’Europa, a otto anni dal sequestro giudiziario, in seguito alla gestione della famiglia Riva, sui muri campeggiano le scritte ” Riva boia “, ogni sabato 5931 abitanti di Taranto, di 61 associazioni civiche, scrivono al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, per chiederne la chiusura, i sindacati parlano di ” fabbrica in abbandono “, mentre il maxiprocesso, con 44 imputati, per disastro ambientale è ancora al primo grado di svolgimento, e, mentre, fino al 2012, sfornava 8 milioni di tonnellate di acciaio all’anno, oggi la produzione si attesta fra i 3 e 4 milioni di tonnellate, accumulando 100 milioni di euro al mese di perdite.

Da due anni, si è avviata la gestione di Arcelor Mittal che, proprio perché è il più grande produttore di acciaio del mondo, è sospettato di, anziché rilanciarla, per impedire alla concorrenza di sbarcare in Europa, portarsi i clienti nelle due acciaierie in Francia, recentemente potenziate del 30%.Intanto, il Governo lavora a fumose ipotesi d’intervento di Invitalia, Eni, Saipem e Fincantieri, senza, tuttavia, nessuno sbocco concreto. Così, lentamente, l’Ilva muore, assieme agli abitanti della città di Taranto.

Nei giorni scorsi, nel nostro Paese, si è avviato il nuovo anno scolastico, ed il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ripete, insistentemente che ” l’Italia riparte solo se riparte la scuola “. Bene. I dati di tale ” ripartenza “, sono stati ricordati, ieri a Roma, nel corso della Manifestazione Nazionale organizzata dal Comitato ” Priorità alla scuola “, da Francesca Ruocco, della Flc Cgil, così sintetizzati: mezzo milioni di banchi consegnati finora su 2 milioni e mezzo ordinati, 215 mila posti vuoti in organico al 1 settembre, 22 mila docenti assunti a fronte delle 84 mila possibili immissioni in ruolo autorizzate dal Ministero dell’Economia, 2278 posti vuoti di Direttore dei servizi generali ed amministrativi, 36.655 aule mancanti per garantire il distanziamento, 548.827 studenti senza una postazione adeguata, con molti studenti che stanno facendo meno di due ore di lezione al giorno.

È questa la ” ripartenza ” di cui parlate, ogni giorno, signori del Governo, degna di un Paese moderno e sviluppato ??!!

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