Una tre giorni rossa per l’unità delle comuniste e dei comunisti

di Marica Guazzora – Responsabile Informazione

13 Settembre 2019 – Festa del PCI Federazione Torino e provincia

9788882925031_0_221_0_75La Cina si è alzata in piedi. Così potremmo titolare la prima serata della Festa del PCI della Federazione torinese che si è aperta ieri sera, presentata dal compagno Fabrizio Spadini, con una brillante relazione del compagno Fosco Giannini responsabile del Dipartimento Esteri del PCI nazionale sul libro “La Cina della Nuova Era. Viaggio nel 19° congresso del Partito Comunista Cinese” a cura di Fosco Giannini e Francesco Maringiò, e dedicato al compagno Domenico Losurdo mancato lo scorso anno.
Esaurite le copie che avevamo a disposizione, proprio grazie alla vera e propria “lezione di storia cinese” che il compagno Giannini ci ha tenuto.
L’elezione di Xi Jinping a Segretario del PCC prima e Presidente della Repubblica Popolare poi, hanno dato un impulso fondamentale al cambio di status della Cina nel mondo.L’obiettivo della società socialista cinese, infatti, è il benessere del popolo (non la condivisione della penuria e delle privazioni). “La Cina si è alzata in piedi, è diventata ricca e si sta rafforzando” ha detto Xi Jinping in un suo recente discorso, i dati economici gli danno ragione e tutti ne dovremmo prendere atto provando, finalmente, a capire il loro originale e moderno modello.

 

14 Settembre 2019 – Festa del PCI Federazione Torino e provincia

Una scuola ferita e diseguale. In un partecipato download (4)dibattito con il compagno Luca Cangemi, responsabile Dipartimento nazionale Istruzione, si è parlato di scuola. Dopo l’intervento di apertura del compagno Vladimiro De Gregorio, della Federazione di Verbania, è iniziato il dibattito a cui hanno partecipato sindacaliste Cgil e Csl e un sindacalista Cobas e ci sono stati anche interventi del pubblico. Una materia complessa, sono stati trattati molti argomenti a partire dalla malsana idea delle regioni Piemonte, Lombardia e Veneto (a conduzione Lega), di razionalizzazione dell’istruzione attraverso l’autonomia differenziata. Le università sono a numero chiuso e mancano docenti, ci 170 mila cattedre vuote. Da vent’anni ormai passa il concetto che l’istruzione non serve, che la cultura non serve, mentre la scuola è una comunità educante, uno spazio di coesione sociale. Il compagno Luca Cangemi, tra l’altro, ha sottolineato come occorra sempre di più lotta culturale e sindacale, ricordando anche le grandi manifestazioni della scuola che hanno fatto vacillare sia il governo Berlusconi che il governo Renzi. La scuola deve essere pubblica e giusta. Ed è proprio per questi motivi che è segnale terribile, ma non inaspettato, proprio l’indicazione dell’on. Ascani come viceministro dell’istruzione con particolare influenza sulla scuola, considerate anche le caratteristiche universitarie del ministro Fioramonti, significa il ritorno del fantasma della buonascuola.
Del resto esorcizzato ma non realmente sconfitto dal precedente governo.
Il mondo della scuola deve quindi prepararsi a nuove battaglie contro prevedibili attacchi alla scuola pubblica e ai diritti di chi vi lavora e vi studia.

 

15 Settembre 2019 – Festa del PCI Federazione Torino e provincia

La terza giornata della Festa con l’intervento conclusivo del Segretario nazionale Mauro Alboresi presentato dal segretario della Federazione di Torino e provincia Vincenzo Buda che ha ringraziato le compagne e i compagni per il lavoro svolto sia nella preparazione della Festa che in queste tre giornate.
Il sunto dell‘intervento conclusivo del Segretario nazionale Mauro Alboresi
di Fabrizio Spadini –  Segreteria della Fed.  –

Il segretario nazionale Mauro Alboresi ha voluto ringraziare tutti i compagni e  le compagne che si sono spesi per la buona riuscita della prima festa provinciale del PCI.Altrettanti ringraziamenti sono andati ad i gestori del circolo Arci La Cricca per l’ottima collaborazione. Il compagno Alboresi ha quindi riproposto le ragioni storiche della necessità di ricostruire il Partito Comunista Italiano. Oggi manca una grande forza comunista che contrasti le politiche a favore del mercato e dell’impresa che si sono imposte nell’attuale scena politica.

Dopo la scioglimento dell’URSS nel 1991, il modello imperante ha portato un incremento enorme della della povertà e delle disuguaglianze sociali.Il PCI si ispira alla migliore tradizione del P.C.I. di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer, attualizzando quelll’esperienza storica alla realtà odierna.E’ ribadita con forza la necessità di fuoriuscita dell’Italia dalla Nato, una organizzazione ispiratrice di guerre in tutto il mondo per estendere le aree di influenza degli USA. Altrettanto necessaria è la fuoriscita dalla UE costruita su trattati neoliberisti che hanno generato politiche di austerità. Queste hanno determinato enorme riduzione dello stato sociale e dei diritti dei lavoratori. Queste politiche sono state assunte, negli anni, da entrambi gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra.

I Comunisti non possono che porsi in una posizione di alternativa sociale ad entrambi. Mauro Alboresi ha poi argomentato la dichiarata opposizione al governo Conte 2 appena insediato. L’analisi delle forze politiche che lo compongono non può non determinare questa posizione. Il movimento 5 Stelle, autodichiaratosi né di destra né di sinistra, dichiaratamente interclassista, ha modificato un atteggiamento fortemente critico verso la UE in una virata di 180 gradi votando la presidente Ursula Von der Layen alla guida della commissione europea.

Il PD è,da sempre, il partito garante delle politiche liberiste della UE.

Il programma dell’attuale governo, infatti, non dice nulla a riguardo della riafffermazione dei diritti dei lavoratori mediante il superamento del Jobs Act, ultima tappa di una serie di misure contro i lavoratori iniziate con il pacchetto Treu del 1995.

Sulle pensioni, Il superamento della legge Fornero non trova alcuno spazio nel programma di governo. Sul decreto sicurezza, ci si limita a proporre poche modifiche che vadano incontro alle osservazioni fatte dal Presidente della Repubblica durante la promulgazione. Sulle politiche internazionali, la collocazione euroatlantica della coalizione di governo è stato ripetutamente ribadita in questi giorni.

In questo quadro politico, il PCI si fa promotore della creazione di un fronte di opposizione sociale. I principali obiettivi sono

  • la riaffermazione dei diritti dei lavoratori mediante il ripristino delll’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori
  • La sanità pubblica e gratuita per tutti con l’abolizione dei ticket. Il finanziamento deve avvenire solo attraverso la fiscalità generale
  • La lotta contro l’autonomia differenziata che porterebbe ad una ulteriore rottura tra le regioni ricche ed il resto del Paese con una iniqua ripartizione del gettito fiscale.

Queste azioni del nostro partito deve essere rafforzate ricercando la massima unità possibile tra le forze comuniste  e la creazione di un  ampio fronte della sinistra di classe.

Questa azione politica deve intendersi come una unità nella diversità, in cui ogni forza mantiene la propria autonomia politica ed organizzativa. L’appello lanciato lo scorso luglio, in occasione dell’Assemblea Organizzativa del PCI, è dato diretto esplicitamente in questa direzione.  Nelle scorse settimane ha ottenuto degli importanti sviluppi con proficui incontri con i compagni del Fronte Popolare e della Città Futura.

Nel corso della settimana, si svolgeranno nuovi incontri con altre forze comuniste e della sinistra di classe nel tentativo di ampliare questo fronte di opposizione politica e sociale.

 

 

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